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Il Parlamento europeo si prepara a votare la revisione della Direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD), conosciuta anche come “Direttiva case green“. Il voto finale è previsto per martedì 14 marzo 2024, a un anno esatto dalla proposta iniziale.
Il relatore della proposta, Ciaran Cuffe (Verdi), si dice fiducioso su un’ampia maggioranza a favore della Direttiva. Il testo da votare è il risultato del Trilogo, l’incontro informale tra le istituzioni europee che aveva trovato un accordo lo scorso 7 dicembre.
L’eventuale approvazione del Parlamento non sarà l’ultima tappa del processo. Successivamente, il Consiglio dovrà dare il suo via libera formale e il testo sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, entrando in vigore 20 giorni più tardi.
La Direttiva avrà un impatto significativo sul patrimonio immobiliare europeo, stimolando ingenti investimenti per la riqualificazione energetica. Si stima che serviranno circa 152 miliardi di euro all’anno per raggiungere gli obiettivi di efficientamento. Ad oggi non sono previsti ulteriori finanziamenti ad hoc: i Paesi membri dovranno utilizzare i fondi già disponibili a livello nazionale ed europeo.
I primi concreti effetti della Direttiva si vedranno nel 2025: a partire dal prossimo anno, i Paesi membri dovranno elaborare piani nazionali di ristrutturazione per raggiungere l’obiettivo di un parco immobiliare a zero emissioni entro il 2050.
La Direttiva non fissa obiettivi identici per tutti i Paesi, ma permette loro di programmare le operazioni in modo differenziato, a seconda delle specifiche situazioni e dal grado di efficientamento del patrimonio immobiliare già raggiunto. A tal proposito l’Italia ha già fatto un notevole passo avanti grazie al superbonus. Le misure di riqualificazione già messe in atto saranno prese in considerazione nel raggiungimento degli obiettivi.
Entro il 31 dicembre 2025 anche il nostro Paese dovrà presentare il suo piano nazionale per la riqualificazione energetica degli edifici, in linea con la Direttiva case green. Il piano delineerà le strategie per raggiungere gli obiettivi di efficientamento energetico stabiliti a livello europeo:
Le misurazioni del consumo energetico partiranno dal 2020, anno di introduzione del superbonus. Questo permetterà di valutare l’impatto delle misure di riqualificazione già adottate e di calibrare le future strategie.
A partire dal 2025, la Direttiva vieterà le agevolazioni per le caldaie a combustibili fossili, come il metano. Questo potrebbe avere un impatto sulla prossima revisione delle agevolazioni per la casa in Italia. L’ecobonus è in scadenza nel 2024 e la sua proroga dipenderà da come sarà interpretato il divieto della Direttiva.
In sintesi, la Direttiva case green rappresenta un passo avanti fondamentale per l’efficientamento energeticodegli edifici in Europa. Il suo impatto sarà significativo, con ricadute sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini. Il nostro Paese è già ben avviato nel percorso di riqualificazione energetica e la Direttiva rappresenta un’ulteriore opportunità per consolidare i progressi compiuti.
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