21 luglio, 2026
Oltre il 20% di risparmio nel ciclo di vita delle opere: l'algoritmo del Politecnico di Milano premia l'ingegneria data-driven
L'andamento dei prezzi delle materie prime e il tema dei conguagli per gli extracosti continuano a rappresentare una delle criticità più complesse per l'intero comparto delle opere pubbliche. Come evidenziato nell'analisi de Il Sole 24 Ore a firma di Luca Orlando, i meccanismi attuali registrano un forte divario tra le risorse necessarie per sostenere i cantieri e la reale disponibilità di cassa delle stazioni appaltanti, ponendo le imprese esecutrici di fronte a sfide gestionali e finanziarie senza precedenti.
Di seguito, riportiamo il passaggio chiave dell'approfondimento pubblicato il 25 settembre 2026, che fotografa lucidamente lo stato dell'arte:
«Noi stiamo aspettando 130 milioni – spiega il direttore generale di Pizzarotti Francesco Aguglia – e visti i pesanti ritardi stiamo valutando con i legali se chiedere anche gli oneri finanziari connessi, non si tratta di cifre di poco conto. Ma per il 2026 i problemi sono anche maggiori, dato che la Legge di Bilancio ha stabilito che ora devono essere le stazioni appaltanti a trovare i fondi necessari per gli extracosti, nel caso definanziando altre opere».
[...] «Purtroppo non è così – spiega il vicepresidente di Ance Lombardia, delegato alle opere pubbliche Paolo Riva – perché questi indici non intercettano in modo puntuale gli andamenti del mercato. Penso al bitume, dove gli aumenti in pochi mesi sono stati di oltre il 30%. E d’altra parte, non essendoci più il decreto ristori, il pagamento aggiuntivo, comunque limitato per legge al 90% di ciò che eccede il 3% di aumento, è rimandato alla stazione appaltante, che spesso non ha risorse adeguate. Questo significa che la rinegoziazione non è un meccanismo automatico e ogni impresa deve agire a propria tutela aprendo dei contenziosi».
I punti critici del nuovo scenario (2026)
In un quadro di mercato caratterizzato dalla fluttuazione dei listini e da tempi di incasso complessi, la capacità di pianificazione tecnica ed economico-finanziaria diventa il vero fattore discriminante per la continuità e la sostenibilità dei cantieri.
La Beccaceci conferma il proprio impegno nel condurre ogni opera con il massimo rigore gestionale, affiancando le stazioni appaltanti e i partner di cantiere con un'ingegneria di processo solida, capace di prevenire le criticità e di garantire standard esecutivi elevati anche nei contesti di mercato più complessi.
L'Articolo completo su Il Sole 24 Ore / Norme & Tributi Plus Edilizia & Territorio del 25/09/26
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