24 giugno, 2026
Il modello Centro Italia: quando la ricostruzione diventa un laboratorio di innovazione e sicurezza edilizia
La digitalizzazione e il monitoraggio predittivo nelle grandi opere: l'efficienza finanziaria incontra la sicurezza strutturale.
Come si trasforma la sicurezza di un'infrastruttura da semplice costo a vera e propria leva di efficientamento finanziario? La risposta arriva direttamente dalla ricerca scientifica e dall'innovazione tecnologica.
Secondo lo studio dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures della School of Management del Politecnico di Milano, l’adozione di sistemi di monitoraggio strutturale avanzato (Structural Health Monitoring – SHM) lungo il ciclo di vita delle grandi opere genera un risparmio complessivo del 21% sui costi totali (Life Cycle Cost).
In un patrimonio infrastrutturale nazionale caratterizzato da oltre 840.000 km di strade, 60.000 ponti e più di 2.200 gallerie, l’integrazione di sensori IoT e analisi dati rappresenta oggi la chiave di svolta per la tutela della sicurezza pubblica e la sostenibilità economica delle stazioni appaltanti.
Il caso studio: un ponte a larga campata e i dati del PoliMi
Per convalidare il modello di stima, l'Osservatorio ha analizzato il caso di un’opera ad alta criticità: un ponte a larga campata (oltre 20 metri) con vita utile superiore ai 50 anni, posizionato su un asse viario strategico ad alto scorrimento di traffico pesante.
A fronte di un investimento iniziale contenutissimo per la digitalizzazione (stimato tra i 150.000 e i 335.000 euro tra sensoristica IoT e piattaforme di analisi), i ritorni economici quantificati dall'algoritmo del Politecnico sono straordinari:
Un mercato da 1,36 miliardi trainato da PNRR e Smart Road
I dati dell'Osservatorio confermano inoltre che l'Italia sta vivendo una crescita impetuosa del mercato della digitalizzazione infrastrutturale, che ha raggiunto un valore di 1,36 miliardi di euro (+16% in un solo anno).
Tra i segmenti in più forte accelerazione troviamo le Smart Road (240 milioni di euro) e il comparto Smart Bridge & Tunnel (175 milioni di euro), ambiti in cui le scadenze del PNRR e i fondi europei del programma Connecting Europe Facility richiedono ad aziende e stazioni appaltanti un cambio di passo immediato.
"L'infrastruttura non è più un asset fisico e statico, ma si sta trasformando in una piattaforma digitale, dinamica e interconnessa. Se in passato il valore si misurava solo su dimensioni e solidità, oggi la vera forza si gioca sulla capacità di rendere l'opera intelligente." — Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano.
L'approccio Beccaceci: costruire opere pronte per il futuro
In Beccaceci S.r.l. condividiamo appieno questa visione. Predisporre un'opera (sia essa un viadotto, un'infrastruttura idrica o un edificio complesso) al monitoraggio digitale integrato significa consegnare alle stazioni appaltanti e alla collettività un bene più sicuro, più durevole e nettamente più economico da gestire nel tempo. È così che l'eccellenza ingegneristica incontra la sostenibilità del futuro.
Fonte IlSole24Ore del 24/06/26
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