Beccaceci

Depuratore di Martinsicuro (TE): avviata la nuova sezione di trattamento.

Nuova sezione di trattamento avviata

Al via la nuova sezione di trattamento del depuratore di Martinsicuro (TE): un traguardo importante per la tutela dell’ambiente e la qualità delle acque sulla costa teramana nella zona della foce del fiume Tronto.

 

Siamo lieti di comunicare l’avviamento, in questi giorni, della nuova sezione di trattamento dell’impianto di depurazione di Martinsicuro, facente parte del progetto completo di ampliamento e riqualificazione della struttura esistente.

L’intervento, importantissimo per la comunità e l’ecosistema circostante, mira a incrementare la potenzialità dell’impianto, migliorarne le prestazioni in termini di efficienza e sostenibilità, e a garantire la continuità e l’affidabilità del servizio di depurazione oltre al mantenimento della Bandiera Blu, già riconfermata per la stagione estiva 2024.

Attenzione all’ambiente in tutte le fasi

Durante tutte le fasi di progettazione e realizzazione dell’impianto abbiamo dato prioritaria importanza alla riduzione dell’impatto ambientale: l’adozione di tecnologie moderne e l’ottimizzazione delle strutture esistenti contribuiranno a minimizzare il consumo di risorse naturali, la produzione di rifiuti, gli scarichi idrici e le emissioni atmosferiche.

Un progetto importante per la comunità

Tutti noi della Beccaceci Costruzioni siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questo importante progetto, che rappresenta un passo avanti fondamentale per la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del territorio della costa teramana.

 

Il progetto nel dettaglio al link

 

Commenti (0) News

Scopri di più

Case Green, è legge. Non senza dubbi

Il Consiglio Ecofin ha concluso il lungo iter della cd direttiva Case Green sulla performance energetica degli edifici, con l’approvazione finale avvenuta oggi, 12 aprile. Il compromesso tra Parlamento e Consiglio, supportato dalla Commissione, prevede un piano massiccio di ristrutturazione energetica, con obiettivi di riduzione del consumo energetico entro il 2030 e il 2035, e zero emissioni entro il 2050. Gli Stati membri avranno flessibilità nel decidere su quali edifici concentrarsi e saranno incoraggiati a favorire il rinnovo degli edifici più energivori.

Nuovi edifici dovranno rispettare standard più alti di efficienza energetica, con l’obbligo di emissioni zero a partire dal 2030. Si prevede anche l’adozione progressiva di pannelli solari su nuovi edifici pubblici e non residenziali entro lo stesso anno. I Paesi UE dovranno ristrutturare una parte degli edifici non residenziali entro il 2030-2033.

Case Green, l’impatto sull’Italia

L’Italia si trova di fronte alla sfida di efficientare il suo parco immobiliare, che si presenta datato e ancora non così efficiente sul piano energetico, nonostante i significativi passi in avanti compiuti grazie al Superbonus.
Grazie ai bonus edilizi, il nostro Paese ha già riqualificato 460.000 edifici, ma il numero preciso di immobili su cui intervenire non è ancora ben definito. Si stimano circa 5 milioni di edifici privati e oltre 500.000 edifici pubblici da riqualificare. Gli interventi richiesti dalla direttiva Case Green coinvolgono la ristrutturazione di unità con bassa efficienza energetica, con una significativa riduzione dei consumi energetici come obiettivo principale.

Sfide e dubbi su finanziamenti e implementazione

A oggi mancano dettagli su un piano di incentivi governativi. La revisione dei bonus edilizi è cruciale per sostenere questo processo, ma la questione dei fondi è ancora irrisolta. Nel valutare se gli strumenti attuali siano sufficienti, Confedilizia auspica un fondo ad hoc, da ottenere attraverso una modifica della direttiva Case Green, per garantire migliori condizioni e risorse per l’Italia.

Conclusioni

In assenza di una programmazione chiara e di lungo termine, l’Italia si troverà di fronte a una serie di sfide nell’attuazione della direttiva, che richiede un impegno concreto per affrontare le necessità di riqualificazione energetica degli edifici residenziali e garantire una transizione equilibrata verso un’edilizia più sostenibile. Rimane da sciogliere l’importante nodo sui fondi con cui poter realizzare quanto previsto dalla cd direttiva Case Green.

 

Leggi anche: EPBD, la lettura critica del comparto edile

Leggi anche: NZEB, gli Edifici a Consumo Energetico Quasi Nullo

Commenti (0) News

Scopri di più

Decreto Taglia Crediti: le Principali Disposizioni

Il decreto legge 39/2024, conosciuto come “Taglia Crediti“, varato dal Consiglio dei Ministri il 26 marzo 2024 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 29 marzo 2024, entra in vigore dal 30 marzo 2024. Si focalizza sulle agevolazioni fiscali previste dagli articoli 119 (Superbonus), 119-ter (Bonus barriere architettoniche) e 121 del D.L. 34/2020, limitando l’opzione per la cessione del credito e lo sconto in fattura in alternativa alla detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.

Limitazioni alla Cessione del Credito e allo Sconto in Fattura

Il decreto interviene radicalmente eliminando la possibilità di optare per la cessione del credito e lo sconto in fattura, con alcune eccezioni. Per le zone terremotate quali Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, queste opzioni sono mantenute entro precisi limiti di spesa, definendo un importo massimo per l’anno 2024, gestito dal Commissario Straordinario, al di sotto del quale è consentita l’opzione per cessione e sconto. Tuttavia, si specifica che le opzioni già autorizzate prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni rimangono valide.

Condizioni Derogatorie

Il decreto prevede deroghe al blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura per determinate categorie di soggetti, come i condomini con delibera e il Comitato Interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ante 17 febbraio 2023. Tuttavia, l’esercizio di tali opzioni è subordinato alla documentazione di spese sostenute per lavori già eseguiti.

Sisma

Per gli immobili danneggiati da eventi sismici nelle regioni indicate, viene mantenuta la possibilità di cessione del credito e sconto in fattura, ma entro fondi appositamente assegnati. Il Commissario Straordinario è incaricato di monitorare e garantire il rispetto dei limiti di spesa stabiliti.

Condizioni Aggiuntive

Ulteriori condizioni vengono imposte per diverse categorie di soggetti, come ONLUS, APS, OdV, IACP e Cooperative a proprietà indivisa, e riguardano l’avvio effettivo dei lavori e il rispetto delle procedure amministrative.

Eliminazione della “Remissione in Bonis”

Non sarà più possibile comunicare tardivamente la cessione del credito e lo sconto in fattura dopo una data stabilita, con alcune eccezioni per il Sismabonus.

Ulteriori Comunicazioni per il Superbonus

Si prevede l’introduzione di ulteriori obblighi di comunicazione per accedere al Superbonus, al fine di garantire maggiore trasparenza e controllo sulle operazioni in corso.

Divieto di Compensazione in Presenza di Ruoli

In presenza di somme iscritte a ruolo superiori a 10.000 euro, la compensazione dei crediti da bonus è ammessa solo previo pagamento del debito.

Conclusioni

Il decreto legge 39/2024 rappresenta un importante intervento normativo volto a razionalizzare l’utilizzo delle agevolazioni fiscali previste, in particolare quelle legate alla cessione del credito e allo sconto in fattura. La sintesi qui riportata vuole fornire una panoramica sulle principali disposizioni prossime a entrare in vigore. Per un’analisi più approfondita, si rimanda a questo link.

Leggi anche: Bonus edilizi, come gestire i crediti d’imposta

Commenti (0) News

Scopri di più

EPBD: la lettura critica del comparto edile

L’adozione della Energy Performance Building Directive (EPBD) rappresenta una delle principali sfide per l’edilizia italiana nei prossimi anni. Tuttavia, l’attuazione della c.d. direttiva Case Green solleva interrogativi e più di un dubbio, nel settore.

Le associazioni di categoria, come Assimpredil Ance e Confedilizia, esprimono la necessità di prevedere incentivi fiscali adeguati e rimodulati in base alla qualità tecnica degli interventi. È fondamentale, infatti, pianificare interventi su un arco temporale congruo e garantire la qualificazione delle imprese incaricate dei lavori.

Anche il governo italiano è impegnato nell’attuazione della direttiva, con studi in corso per valutare le migliori strategie di intervento. Tuttavia, emerge la consapevolezza che i futuri sostegni saranno più mirati e incroceranno altri obiettivi, come la riqualificazione urbana.

Costi e fattibilità: i nodi da sciogliere

Il cuore della questione resta la copertura dei costi degli interventi necessari. È essenziale rivisitare gli incentivi per evitare distorsioni di mercato e garantire una distribuzione equa delle risorse. I principali dubbi arrivano quindi dai fronti costi e fattibilità; la direttiva ad oggi non ha stanziato fondi ad hoc, quindi rimane da capire come verranno finanziati gli interventi. Tuttavia, è unanimemente riconosciuto che affrontare la questione dell’efficienza energetica nell’edilizia richiederà un impegno congiunto e tempestivo.

L’appuntamento è per il 2025, quando il Governo dovrà presentare il Piano Nazionale di Attuazione della Direttiva. Si tratta di un’occasione importante per dare nuovo slancio al settore edile, un attore di primo piano non solo sul piano economico e dell’occupazione, ma anche sul doppio fronte efficienza energetica/sostenibilità.

In conclusione, la Direttiva case green rappresenta una sfida importante per il settore edile, col Paese chiamato a trovare soluzioni concrete per raggiungere gli obiettivi prefissati. A oggi il percorso è ricco di incertezze. Mentre si delineano le strategie per l’implementazione della direttiva, è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra istituzioni e associazioni di settore. Solo così sarà possibile affrontare con successo la transizione verso un patrimonio edilizio più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Per approfondire

La direttiva nel dettaglio: Energy Performance of Buildings Directive

Leggi anche: direttiva Case Green: l’UE al voto

Commenti (0) News

Scopri di più

Direttiva Case Green: l’UE al voto

Il Parlamento europeo si prepara a votare la revisione della Direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD), conosciuta anche come “Direttiva case green“. Il voto finale è previsto per martedì 14 marzo 2024, a un anno esatto dalla proposta iniziale.

Il relatore della proposta, Ciaran Cuffe (Verdi), si dice fiducioso su un’ampia maggioranza a favore della Direttiva. Il testo da votare è il risultato del Trilogo, l’incontro informale tra le istituzioni europee che aveva trovato un accordo lo scorso 7 dicembre.

L’eventuale approvazione del Parlamento non sarà l’ultima tappa del processo. Successivamente, il Consiglio dovrà dare il suo via libera formale e il testo sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, entrando in vigore 20 giorni più tardi.

La situazione in Italia

La Direttiva avrà un impatto significativo sul patrimonio immobiliare europeo, stimolando ingenti investimenti per la riqualificazione energetica. Si stima che serviranno circa 152 miliardi di euro all’anno per raggiungere gli obiettivi di efficientamento. Ad oggi non sono previsti ulteriori finanziamenti ad hoc: i Paesi membri dovranno utilizzare i fondi già disponibili a livello nazionale ed europeo.

I primi concreti effetti della Direttiva si vedranno nel 2025: a partire dal prossimo anno, i Paesi membri dovranno elaborare piani nazionali di ristrutturazione per raggiungere l’obiettivo di un parco immobiliare a zero emissioni entro il 2050.

La Direttiva non fissa obiettivi identici per tutti i Paesi, ma permette loro di programmare le operazioni in modo differenziato, a seconda delle specifiche situazioni e dal grado di efficientamento del patrimonio immobiliare già raggiunto. A tal proposito l’Italia ha già fatto un notevole passo avanti grazie al superbonus. Le misure di riqualificazione già messe in atto saranno prese in considerazione nel raggiungimento degli obiettivi.

Entro il 31 dicembre 2025 anche il nostro Paese dovrà presentare il suo piano nazionale per la riqualificazione energetica degli edifici, in linea con la Direttiva case green. Il piano delineerà le strategie per raggiungere gli obiettivi di efficientamento energetico stabiliti a livello europeo:

  • Riduzione del 16% del consumo di energia del patrimonio residenziale entro il 2030, rispetto al 2020.
  • Riduzione del 20-22% del consumo di energia del patrimonio residenziale entro il 2035.

Le misurazioni del consumo energetico partiranno dal 2020, anno di introduzione del superbonus. Questo permetterà di valutare l’impatto delle misure di riqualificazione già adottate e di calibrare le future strategie.

 

Caldaie a metano nel mirino UE

A partire dal 2025, la Direttiva vieterà le agevolazioni per le caldaie a combustibili fossili, come il metano. Questo potrebbe avere un impatto sulla prossima revisione delle agevolazioni per la casa in Italia. L’ecobonus è in scadenza nel 2024 e la sua proroga dipenderà da come sarà interpretato il divieto della Direttiva.

In sintesi, la Direttiva case green rappresenta un passo avanti fondamentale per l’efficientamento energetico degli edifici in Europa. Il suo impatto sarà significativo, con ricadute sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini. Il nostro Paese è già ben avviato nel percorso di riqualificazione energetica e la Direttiva rappresenta un’ulteriore opportunità per consolidare i progressi compiuti.

 

Leggi anche: Superbonus 2024, cosa cambia?

Commenti (0) News

Scopri di più

Bonus edilizi: come gestire i crediti d’imposta

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato il documento informativo riguardante la Piattaforma cessione crediti, che consente di segnalare la cessione dei crediti d’imposta a terzi, e di gestire le operazioni correlate.

La piattaforma gestisce i crediti legati alle detrazioni per interventi edilizi, come il Superbonus e l’Ecobonus, permettendo ai fornitori e ai cessionari di visualizzare, accettare e gestire le transazioni. Tuttavia, non sono inclusi i crediti relativi ai canoni di locazione di botteghe e negozi, le spese di sanificazione e acquisto dei DPI, le spese di adeguamento ambientale e i crediti per l’acquisto di prodotti energetici.

Cos’è e a cosa serve la Piattaforma cessione crediti

La Piattaforma cessione crediti permette ai titolari di crediti d’imposta cedibili di segnalare all’Agenzia delle Entrate la cessione dei crediti a terzi, conformemente alle normative vigenti. Attualmente gestisce i bonus edilizi, il Tax credit vacanze e il credito d’imposta ACE, escludendo altri crediti come quelli legati ai canoni di locazione e le spese di sanificazione.

Le operazioni eseguite rendono valide ai fini fiscali le cessioni, senza sostituirle. La piattaforma consente la visualizzazione, l’accettazione e l’utilizzo dei crediti, con la possibilità di comunicare ulteriori cessioni e gestire quelle successive alla prima dei crediti relativi ai bonus edilizi.

Come accedere e utilizzare la piattaforma

Per accedere alla Piattaforma Cessione Crediti dell’Agenzia delle Entrate, è necessario loggarsi tramite SPID, CIE o CNS e seguire il percorso “Servizi – Agevolazioni – Piattaforma Cessione Crediti” dalla homepage del sito.

La piattaforma offre diverse funzioni:

  • Monitoraggio crediti: permette la visualizzazione di un riepilogo sintetico dei crediti per tipologia e anno di riferimento. Non consente operazioni come la comunicazione di cessione o l’accettazione dei crediti.
  • Cessione crediti: consente la visualizzazione e la cessione dei crediti ricevuti, organizzati in base alla cedibilità.
  • Accettazione crediti/sconti: permette di accettare o rifiutare i crediti e gli sconti in fattura, con opzioni definitive.
  • Gestione F24: limitata ai crediti “tracciabili”, offre la possibilità di utilizzarli in compensazione tramite modello F24.
  • Ulteriore rateazione: consente di richiedere la suddivisione in dieci rate annuali della parte residua non utilizzata delle rate annuali di alcuni crediti derivanti dai bonus edilizi.
  • Riduzione del credito: permette di segnalare l’intenzione di ridurre i crediti derivanti dai bonus edilizi non più utilizzabili per motivi diversi dalla scadenza dei termini.
  • Lista movimenti: consente di visualizzare ed esportare le comunicazioni di cessione dei crediti, filtrabili per diversi parametri.

Le novità

L’aggiornamento introduce la funzione di Riduzione del Credito, consentendo agli utenti di segnalare i crediti derivanti dai bonus edilizi non più utilizzabili per motivi diversi dalla scadenza dei termini. Questo si allinea alle disposizioni dell’articolo 25 del Decreto Legge 104/2023.

Per saperne di più sulla Piattaforma Cessione Crediti e scoprire tutte le sue funzionalità, rimandiamo al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Nella sezione dedicata è possibile trovare guide, manuali e FAQ per utilizzare al meglio la piattaforma e gestire in autonomia i crediti d’imposta.

 

Leggi anche: Riqualificazione energetica: le agevolazioni 2024

Commenti (0) News

Scopri di più

Superbonus 2024 | Cosa cambia

Superbonus 2024: col tanto atteso Decreto Legge 29 dicembre 2023 n. 212 (qui in Gazzetta Ufficiale), il Governo ha adottato misure restrittive in merito al Superbonus, deludendo le speranze di una possibile proroga o di un SAL straordinario. Il decreto introduce nuove modifiche al complesso normativo del Superbonus, bonus barriere architettoniche e opzioni alternative (sconto in fattura e cessione del credito) del Decreto Rilancio. Tuttavia, il provvedimento non fornisce soluzioni per le criticità attuali, come il blocco delle cessioni e la possibile controversia tra committenti ed appaltatori per i contratti non completamente eseguiti.

Superbonus 2024 in sintesi

Nel 2024, il Superbonus al 70% comprende interventi quali efficienza energetica, riduzione del rischio sismico e ristrutturazioni edilizie. Gli edifici devono migliorare almeno di due classi energetiche. Per condomini senza accesso al 110%, la detrazione è al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025, estendendo anche a proprietari di edifici con 2-4 unità. La richiesta richiede verifiche, diagnosi energetica, documentazione costi, e dichiarazione dei redditi dettagliata.

Il 2024 introduce il Fondo per i redditi bassi, compensando la differenza tra il 110% precedente e il 70%, destinato a chi ha iniziato gli interventi entro il 2023. Le condizioni includono stato avanzamento al 60%, ISEE sotto 15.000 euro, e costi sostenuti tra gennaio e ottobre 2024. Il decreto ministeriale post-2023 detterà le modalità di erogazione.

La cessione del credito è limitata, salvo eccezioni per enti del terzo settore, edilizia popolare, Sismabonus cratere, bonifici pre-febbraio 2023. Alcune categorie mantengono il Superbonus al 110% nel 2024, come ricostruzioni post-sismiche e interventi di enti assistenziali.

Le Scadenze

Il 16 marzo 2024 è il termine per le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate riguardanti le opzioni sui costi del 2023, senza proroghe. Questo interessa chi utilizza lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Il 31 dicembre 2024 è la scadenza per i condomini che vogliono usufruire del 70% di detrazione, mentre dal 1° gennaio 2025 la detrazione scende al 65%. Infine, entro il 31 ottobre 2024, coloro con redditi bassi devono sostenere le spese per beneficiare del contributo a fondo perduto.

Potenziali criticità: blocco delle Cessioni e Possibile Contenzioso

Il decreto non affronta il problema delle cessioni bloccate, lasciando invariato lo stallo dei cantieri. Non vi è alcuna proroga del termine di scadenza della misura prevista dal Decreto Legge 34/2020. La mancanza di disposizioni in merito alle cessioni potrebbe generare contenziosi tra committenti ed appaltatori, specialmente per i contratti non conclusi.

Salvaguardie e Verifiche dello Stato

Il decreto non prevede la proroga del termine di scadenza della misura del Decreto Legge 34/2020. Tuttavia, una sanatoria è prevista per i cantieri aperti entro determinate condizioni. Rispetto al contenzioso tributario, l’ultima disposizione dell’articolo 1 del decreto riserva allo Stato la facoltà di verificare il rispetto di tutti i requisiti necessari per accedere alle agevolazioni.

Misure di Sostegno ai Redditi più Svantaggiati

Il decreto introduce una misura di sostegno per i redditi più bassi, offrendo un contributo per finanziare le spese sostenute tra il 1° gennaio 2024 e il 31 ottobre 2024, a condizione che i lavori abbiano raggiunto uno stato di avanzamento del 60% entro il 31 dicembre 2023. Questa disposizione potrebbe generare immobilismo nei condomini, causando disparità di interessi tra i membri.

Stretta sul Bonus 75% per le Barriere Architettoniche

Il DL 212/2023 limita il bonus per le barriere architettoniche al 75% a interventi specifici come scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. A partire dal 1 gennaio 2024, non è più consentito l’esercizio delle opzioni alternative alla fruizione diretta, salvo per i condomini e le persone fisiche con reddito non superiore a 15.000 euro, a patto che il contribuente sia titolare del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

Inoltre, sarà necessario che l’interessato abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, salvo la presenza di un soggetto disabile nel nucleo familiare del contribuente. Si precisa che le disposizioni del decreto non costituiscono una generalizzata sanatoria delle situazioni opache, poiché lo Stato ha il diritto di verificare il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa.

 

Leggi anche: Incentivi Sisma Centro Italia

Commenti (0) News

Scopri di più

Incentivi Sisma Centro Italia: la guida aggiornata

L‘Agenzia delle Entrate ha rilasciato gli ultimi aggiornamenti alla guida sugli incentivi per la riparazione degli edifici danneggiati dal sisma 2016/2017, alla luce delle recenti modifiche normative. Il testo offre a cittadini, professionisti e operatori economici informazioni dettagliate sulle opportunità offerte dalle norme, in particolare sull’uso combinato del Superbonus 110% con gli altri incentivi fiscali.

Ricostruzione post sisma Italia Centrale e Superbonus 110%

La guida operativa è un aggiornamento della precedente versione, pubblicata nel 2021, dedicata alla ricostruzione post-sisma in Italia centrale, con focus sul Superbonus 110%. L’obiettivo è chiarire come combinare il Superbonus con altri incentivi fiscali per accelerare la ricostruzione post-sisma. Di seguito una sintetica esposizione dei punti salienti:

 

Aggiornamento Normativo: la guida tiene conto delle modifiche normative e degli aggiornamenti più recenti riguardanti il Superbonus 110% e la ricostruzione post-sisma nelle regioni dell’Italia centrale. Ciò include anche il Testo Unico della Ricostruzione Privata dal 1° gennaio 2023, che ha introdotto nuove procedure e requisiti. 

 

Conformità Urbanistica Semplificata: si specificano le semplificazioni nelle autorizzazioni urbanistiche, in particolare per gli edifici vincolati o ubicati nei centri storici che richiedono la ristrutturazione edilizia. Si evidenzia che l’obbligo di speciali autorizzazioni e modifiche dei prospetti è escluso in tali casi. 

 

Interventi Unitari: viene introdotto il concetto di “interventi unitari” che coinvolgono due o più edifici contigui o strutturalmente interconnessi. Questi interventi richiedono un unico progetto e l’assegnazione dei lavori a un’unica impresa appaltatrice, semplificando la gestione delle riparazioni o ricostruzioni multiple. 

 

Superbonus Rafforzato: La guida spiega il concetto di “Superbonus Rafforzato,” che prevede un aumento del limite di spesa ammissibile del 50% per determinati comuni. Si sottolinea la necessità di una dichiarazione di rinuncia ai contributi per la ricostruzione per accedere a questo incentivo, e si menziona la possibilità di revocare la rinuncia in caso di danni lievi. 

 

Aggiornamenti Tecnici: La guida offre ulteriori dettagli tecnici sulle asseverazioni richieste, sull’applicazione del Superbonus a spese specifiche e sui tempi di conclusione dei lavori in vari scenari. 

Per approfondire

Nel testo, che aggiorna il lavoro del 2021 nato dalla sinergia tra l’Agenzia delle Entrate e il Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post sisma Guido Castelli, vengono inoltre esposte alcune domande di carattere pratico e operativo, con le relative ed esaustive risposte indirizzate a professionisti e cittadini. Si rimanda pertanto al testo originale per un’approfondimento più esaustivo e dettagliato.

 

Leggi anche: Caro Materiali: la sentenza del TAR di Bolzano

Commenti (0) News

Scopri di più

Caro materiali, TAR: il Comune versi l’intero importo

Caro materiali: il Comune è tenuto a riconoscere per intero le compensazioni anche se non accede al fondo.

A stabilirlo la sentenza 235 del TAR di Bolzano, datata 10 luglio 2023. Si tratta di un significativo intervento giurisprudenziale nel contesto del caro materiali. Si delineano importanti aspetti riguardanti la responsabilità dell’amministrazione e l’indennizzo dovuto in situazioni di ritardo nella gestione delle richieste dei ricorrenti.

 

Argomento centrale della sentenza: il ritardo nell’adempimento da parte dell’amministrazione, nel caso di richieste avanzate dai ricorrenti, non può portare a una limitazione dell’indennizzo che deve essere erogato. Tale limitazione non può essere applicata se l’indennizzo avrebbe potuto essere coperto tramite fondo statale. In questi scenari, il comune deve versare l’intero importo del risarcimento, indipendentemente dalla disponibilità di fondi sufficienti all’interno delle revisioni dei prezzi.

 

Un quadro di riferimento è stato fornito dal legislatore attraverso il D.L. 73/2021, comunemente noto come “decreto sostegni bis”.  Emanato per contrastare l’escalation del caro materiali che si protrae dal 2021, il Decreto ha stabilito un adeguamento straordinario dei prezzi per gli appalti pubblici realizzati e contabilizzati in quell’anno. Inoltre, le richieste di compensazione avrebbero dovuto essere presentate entro 15 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale.

Caro materiali, la sentenza di Bolzano fa giurisprudenza

La sentenza del TAR ha affrontato la questione della tempistica e del dovere dell’amministrazione di rispettare i termini procedurali. Nello specifico, il Comune ha risposto con un notevole ritardo alla richiesta di revisione dei prezzi avanzata dalla parte ricorrente. A causa del ritardo, l’amministrazione non ha potuto accedere al fondo statale per ottenere i fondi necessari.

 

Per i giudici, l’approccio del Comune (basato sulla presunta disponibilità dei propri fondi) non può giustificarne l’azione tardiva. Il TAR ha ribadito che la responsabilità dell’amministrazione di pagare l’intero importo dell’indennizzo è inderogabile, a prescindere dalla disponibilità dei fondi.

 

La sentenza del TAR Bolzano ha stabilito un importante principio giurisprudenziale circa la responsabilità dell’amministrazione nell’affrontare le richieste di revisione dei prezzi e l’indennizzo dovuto. Chiarisce che il ritardo dell’amministrazione non può limitare l’indennizzo, e la responsabilità di pagamento spetta interamente all’amministrazione, soprattutto se il ritardo è causato dal mancato rispetto dei tempi procedurali previsti per l’accesso ai fondi statali.

 

Questa decisione avrà conseguenze significative per i futuri casi in cui si verifichino situazioni simili nel contesto delle richieste di revisione dei prezzi e dell’indennizzo dovuto per il caro materiali.

 

Leggi anche: Novità superbonus, il dossier Ance

Commenti (0) News

Scopri di più

Novità superbonus, il dossier Ance

Novità superbonus 110: con una circolare emanata a metà giugno, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto una serie di modifiche che interessano diversi punti. L’ennesima in ordine cronologico, dato che l’agevolazione in questione annovera ad oggi 22 correzioni, per una frequenza di circa una modifica ogni 45 giorni.   

 

L’ANCE ha prontamente raccolto le principali novità superbonus 110 in un dossier dedicato. Lo scopo è fare chiarezza in merito e rispondere alla domanda “superbonus, cosa cambia?”.  Dal rapporto si evince come sussista ancora più di una possibilità da sfruttare, nonostante la flessione generalizzata che ha colpito l’intero comparto edile. Flessione che parte da marzo e dovuta in massima parte allo stop del governo al superbonus, risalente a metà febbraio 2023.

Superbonus 110: novità e scadenze

Il dossier chiarisce diversi punti: proroga del Superbonus per le unifamiliari, detrazione dilazionata in 10 anni per le spese sostenute nel 2022, sconto in fattura per gli impianti fotovoltaici delle Organizzazioni No Profit. Di seguito una carrellata sugli argomenti principali dell’approfondimento.

Superbonus per le unifamiliari

La nuova circolare include le modifiche introdotte dal Decreto Legge 11/2023, che prevedono una proroga del Superbonus 110% per le unifamiliari fino al 30 settembre 2023 (anziché al 31 marzo). Per poter beneficiare di questa proroga è necessario aver completato il 30% dei lavori complessivi  entro il 30 settembre 2022.

Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2023, la detrazione del 90% sarà concessa per tutti gli interventi sulle unifamiliari. A tre condizioni: il contribuente dev’essere il proprietario dell’unità immobiliare; la stessa deve essere adibita ad abitazione principale; il reddito di riferimento non deve superare i 15.000 euro.

È importante sottolineare che i lavori devono essere avviati a partire dal 1° gennaio 2023, con la presentazione della Comunicazione di Inizio Lavori (CILA) entro tale data. La data di inizio lavori deve essere successiva al 31 dicembre 2022. Inoltre, il contribuente dovrà dimostrare che i lavori siano stati avviati nel 2023 e che siano rispettate le tre condizioni sopra citate.

Dilazione detrazioni su 10 anni

La circolare dell’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti sulla possibilità di dilazionare la detrazione in 10 anni, anziché in 4, per le spese sostenute nel 2022, come previsto dal Decreto Legge 11/2023. Questa sostanziale modifica al superbonus 110, introdotta per agevolare i contribuenti nella fruizione della detrazione, sarà valida a partire dall’anno fiscale 2023.

Fotovoltaico

La circolare fornisce anche informazioni sullo sconto fiscale per l’installazione di impianti fotovoltaici. La Legge di Bilancio 2023 ha stabilito che la detrazione per gli impianti fotovoltaici si applica anche agli interventi realizzati da ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale. Detrazione che riguarda anche lavori su aree o strutture non pertinenziali, di proprietà di terzi diversi dagli immobili in cui vengono realizzati gli interventi.

Per ottenere l’aliquota di detrazione maggiorata è necessario soddisfare due requisiti: 1) l’installazione degli impianti deve essere effettuata insieme ad almeno uno degli interventi principali elencati nell’articolo 119 della Legge di Bilancio (interventi di efficienza energetica) o al comma 4 dello stesso articolo (interventi antisismici). 2) l’energia non consumata o non condivisa per autoconosumo deve essere ceduta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Il calcolo della detrazione inoltre può essere effettuato su una spesa complessiva non superiore a 48.000 euro e, comunque, nel limite di 2.400 euro per kW di potenza nominale dell’impianto.

Scadenze Superbonus 110

Di particolare utilità la tabella pubblicata dall’Ance, in cui vengono riportate le scadenze per tipologia di intervento alla luce delle novità superbonus di metà giugno.

Scadenze superbonus 110 Beccaceci - novità superbonus

Commenti (0) News

Scopri di più