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Bonus edilizi: come gestire i crediti d’imposta

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato il documento informativo riguardante la Piattaforma cessione crediti, che consente di segnalare la cessione dei crediti d’imposta a terzi, e di gestire le operazioni correlate.

La piattaforma gestisce i crediti legati alle detrazioni per interventi edilizi, come il Superbonus e l’Ecobonus, permettendo ai fornitori e ai cessionari di visualizzare, accettare e gestire le transazioni. Tuttavia, non sono inclusi i crediti relativi ai canoni di locazione di botteghe e negozi, le spese di sanificazione e acquisto dei DPI, le spese di adeguamento ambientale e i crediti per l’acquisto di prodotti energetici.

Cos’è e a cosa serve la Piattaforma cessione crediti

La Piattaforma cessione crediti permette ai titolari di crediti d’imposta cedibili di segnalare all’Agenzia delle Entrate la cessione dei crediti a terzi, conformemente alle normative vigenti. Attualmente gestisce i bonus edilizi, il Tax credit vacanze e il credito d’imposta ACE, escludendo altri crediti come quelli legati ai canoni di locazione e le spese di sanificazione.

Le operazioni eseguite rendono valide ai fini fiscali le cessioni, senza sostituirle. La piattaforma consente la visualizzazione, l’accettazione e l’utilizzo dei crediti, con la possibilità di comunicare ulteriori cessioni e gestire quelle successive alla prima dei crediti relativi ai bonus edilizi.

Come accedere e utilizzare la piattaforma

Per accedere alla Piattaforma Cessione Crediti dell’Agenzia delle Entrate, è necessario loggarsi tramite SPID, CIE o CNS e seguire il percorso “Servizi – Agevolazioni – Piattaforma Cessione Crediti” dalla homepage del sito.

La piattaforma offre diverse funzioni:

  • Monitoraggio crediti: permette la visualizzazione di un riepilogo sintetico dei crediti per tipologia e anno di riferimento. Non consente operazioni come la comunicazione di cessione o l’accettazione dei crediti.
  • Cessione crediti: consente la visualizzazione e la cessione dei crediti ricevuti, organizzati in base alla cedibilità.
  • Accettazione crediti/sconti: permette di accettare o rifiutare i crediti e gli sconti in fattura, con opzioni definitive.
  • Gestione F24: limitata ai crediti “tracciabili”, offre la possibilità di utilizzarli in compensazione tramite modello F24.
  • Ulteriore rateazione: consente di richiedere la suddivisione in dieci rate annuali della parte residua non utilizzata delle rate annuali di alcuni crediti derivanti dai bonus edilizi.
  • Riduzione del credito: permette di segnalare l’intenzione di ridurre i crediti derivanti dai bonus edilizi non più utilizzabili per motivi diversi dalla scadenza dei termini.
  • Lista movimenti: consente di visualizzare ed esportare le comunicazioni di cessione dei crediti, filtrabili per diversi parametri.

Le novità

L’aggiornamento introduce la funzione di Riduzione del Credito, consentendo agli utenti di segnalare i crediti derivanti dai bonus edilizi non più utilizzabili per motivi diversi dalla scadenza dei termini. Questo si allinea alle disposizioni dell’articolo 25 del Decreto Legge 104/2023.

Per saperne di più sulla Piattaforma Cessione Crediti e scoprire tutte le sue funzionalità, rimandiamo al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Nella sezione dedicata è possibile trovare guide, manuali e FAQ per utilizzare al meglio la piattaforma e gestire in autonomia i crediti d’imposta.

 

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Superbonus 2024 | Cosa cambia

Superbonus 2024: col tanto atteso Decreto Legge 29 dicembre 2023 n. 212 (qui in Gazzetta Ufficiale), il Governo ha adottato misure restrittive in merito al Superbonus, deludendo le speranze di una possibile proroga o di un SAL straordinario. Il decreto introduce nuove modifiche al complesso normativo del Superbonus, bonus barriere architettoniche e opzioni alternative (sconto in fattura e cessione del credito) del Decreto Rilancio. Tuttavia, il provvedimento non fornisce soluzioni per le criticità attuali, come il blocco delle cessioni e la possibile controversia tra committenti ed appaltatori per i contratti non completamente eseguiti.

Superbonus 2024 in sintesi

Nel 2024, il Superbonus al 70% comprende interventi quali efficienza energetica, riduzione del rischio sismico e ristrutturazioni edilizie. Gli edifici devono migliorare almeno di due classi energetiche. Per condomini senza accesso al 110%, la detrazione è al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025, estendendo anche a proprietari di edifici con 2-4 unità. La richiesta richiede verifiche, diagnosi energetica, documentazione costi, e dichiarazione dei redditi dettagliata.

Il 2024 introduce il Fondo per i redditi bassi, compensando la differenza tra il 110% precedente e il 70%, destinato a chi ha iniziato gli interventi entro il 2023. Le condizioni includono stato avanzamento al 60%, ISEE sotto 15.000 euro, e costi sostenuti tra gennaio e ottobre 2024. Il decreto ministeriale post-2023 detterà le modalità di erogazione.

La cessione del credito è limitata, salvo eccezioni per enti del terzo settore, edilizia popolare, Sismabonus cratere, bonifici pre-febbraio 2023. Alcune categorie mantengono il Superbonus al 110% nel 2024, come ricostruzioni post-sismiche e interventi di enti assistenziali.

Le Scadenze

Il 16 marzo 2024 è il termine per le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate riguardanti le opzioni sui costi del 2023, senza proroghe. Questo interessa chi utilizza lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Il 31 dicembre 2024 è la scadenza per i condomini che vogliono usufruire del 70% di detrazione, mentre dal 1° gennaio 2025 la detrazione scende al 65%. Infine, entro il 31 ottobre 2024, coloro con redditi bassi devono sostenere le spese per beneficiare del contributo a fondo perduto.

Potenziali criticità: blocco delle Cessioni e Possibile Contenzioso

Il decreto non affronta il problema delle cessioni bloccate, lasciando invariato lo stallo dei cantieri. Non vi è alcuna proroga del termine di scadenza della misura prevista dal Decreto Legge 34/2020. La mancanza di disposizioni in merito alle cessioni potrebbe generare contenziosi tra committenti ed appaltatori, specialmente per i contratti non conclusi.

Salvaguardie e Verifiche dello Stato

Il decreto non prevede la proroga del termine di scadenza della misura del Decreto Legge 34/2020. Tuttavia, una sanatoria è prevista per i cantieri aperti entro determinate condizioni. Rispetto al contenzioso tributario, l’ultima disposizione dell’articolo 1 del decreto riserva allo Stato la facoltà di verificare il rispetto di tutti i requisiti necessari per accedere alle agevolazioni.

Misure di Sostegno ai Redditi più Svantaggiati

Il decreto introduce una misura di sostegno per i redditi più bassi, offrendo un contributo per finanziare le spese sostenute tra il 1° gennaio 2024 e il 31 ottobre 2024, a condizione che i lavori abbiano raggiunto uno stato di avanzamento del 60% entro il 31 dicembre 2023. Questa disposizione potrebbe generare immobilismo nei condomini, causando disparità di interessi tra i membri.

Stretta sul Bonus 75% per le Barriere Architettoniche

Il DL 212/2023 limita il bonus per le barriere architettoniche al 75% a interventi specifici come scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. A partire dal 1 gennaio 2024, non è più consentito l’esercizio delle opzioni alternative alla fruizione diretta, salvo per i condomini e le persone fisiche con reddito non superiore a 15.000 euro, a patto che il contribuente sia titolare del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

Inoltre, sarà necessario che l’interessato abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, salvo la presenza di un soggetto disabile nel nucleo familiare del contribuente. Si precisa che le disposizioni del decreto non costituiscono una generalizzata sanatoria delle situazioni opache, poiché lo Stato ha il diritto di verificare il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa.

 

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Incentivi Sisma Centro Italia: la guida aggiornata

L‘Agenzia delle Entrate ha rilasciato gli ultimi aggiornamenti alla guida sugli incentivi per la riparazione degli edifici danneggiati dal sisma 2016/2017, alla luce delle recenti modifiche normative. Il testo offre a cittadini, professionisti e operatori economici informazioni dettagliate sulle opportunità offerte dalle norme, in particolare sull’uso combinato del Superbonus 110% con gli altri incentivi fiscali.

Ricostruzione post sisma Italia Centrale e Superbonus 110%

La guida operativa è un aggiornamento della precedente versione, pubblicata nel 2021, dedicata alla ricostruzione post-sisma in Italia centrale, con focus sul Superbonus 110%. L’obiettivo è chiarire come combinare il Superbonus con altri incentivi fiscali per accelerare la ricostruzione post-sisma. Di seguito una sintetica esposizione dei punti salienti:

 

Aggiornamento Normativo: la guida tiene conto delle modifiche normative e degli aggiornamenti più recenti riguardanti il Superbonus 110% e la ricostruzione post-sisma nelle regioni dell’Italia centrale. Ciò include anche il Testo Unico della Ricostruzione Privata dal 1° gennaio 2023, che ha introdotto nuove procedure e requisiti. 

 

Conformità Urbanistica Semplificata: si specificano le semplificazioni nelle autorizzazioni urbanistiche, in particolare per gli edifici vincolati o ubicati nei centri storici che richiedono la ristrutturazione edilizia. Si evidenzia che l’obbligo di speciali autorizzazioni e modifiche dei prospetti è escluso in tali casi. 

 

Interventi Unitari: viene introdotto il concetto di “interventi unitari” che coinvolgono due o più edifici contigui o strutturalmente interconnessi. Questi interventi richiedono un unico progetto e l’assegnazione dei lavori a un’unica impresa appaltatrice, semplificando la gestione delle riparazioni o ricostruzioni multiple. 

 

Superbonus Rafforzato: La guida spiega il concetto di “Superbonus Rafforzato,” che prevede un aumento del limite di spesa ammissibile del 50% per determinati comuni. Si sottolinea la necessità di una dichiarazione di rinuncia ai contributi per la ricostruzione per accedere a questo incentivo, e si menziona la possibilità di revocare la rinuncia in caso di danni lievi. 

 

Aggiornamenti Tecnici: La guida offre ulteriori dettagli tecnici sulle asseverazioni richieste, sull’applicazione del Superbonus a spese specifiche e sui tempi di conclusione dei lavori in vari scenari. 

Per approfondire

Nel testo, che aggiorna il lavoro del 2021 nato dalla sinergia tra l’Agenzia delle Entrate e il Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post sisma Guido Castelli, vengono inoltre esposte alcune domande di carattere pratico e operativo, con le relative ed esaustive risposte indirizzate a professionisti e cittadini. Si rimanda pertanto al testo originale per un’approfondimento più esaustivo e dettagliato.

 

Leggi anche: Caro Materiali: la sentenza del TAR di Bolzano

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Caro materiali, TAR: il Comune versi l’intero importo

Caro materiali: il Comune è tenuto a riconoscere per intero le compensazioni anche se non accede al fondo.

A stabilirlo la sentenza 235 del TAR di Bolzano, datata 10 luglio 2023. Si tratta di un significativo intervento giurisprudenziale nel contesto del caro materiali. Si delineano importanti aspetti riguardanti la responsabilità dell’amministrazione e l’indennizzo dovuto in situazioni di ritardo nella gestione delle richieste dei ricorrenti.

 

Argomento centrale della sentenza: il ritardo nell’adempimento da parte dell’amministrazione, nel caso di richieste avanzate dai ricorrenti, non può portare a una limitazione dell’indennizzo che deve essere erogato. Tale limitazione non può essere applicata se l’indennizzo avrebbe potuto essere coperto tramite fondo statale. In questi scenari, il comune deve versare l’intero importo del risarcimento, indipendentemente dalla disponibilità di fondi sufficienti all’interno delle revisioni dei prezzi.

 

Un quadro di riferimento è stato fornito dal legislatore attraverso il D.L. 73/2021, comunemente noto come “decreto sostegni bis”.  Emanato per contrastare l’escalation del caro materiali che si protrae dal 2021, il Decreto ha stabilito un adeguamento straordinario dei prezzi per gli appalti pubblici realizzati e contabilizzati in quell’anno. Inoltre, le richieste di compensazione avrebbero dovuto essere presentate entro 15 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale.

Caro materiali, la sentenza di Bolzano fa giurisprudenza

La sentenza del TAR ha affrontato la questione della tempistica e del dovere dell’amministrazione di rispettare i termini procedurali. Nello specifico, il Comune ha risposto con un notevole ritardo alla richiesta di revisione dei prezzi avanzata dalla parte ricorrente. A causa del ritardo, l’amministrazione non ha potuto accedere al fondo statale per ottenere i fondi necessari.

 

Per i giudici, l’approccio del Comune (basato sulla presunta disponibilità dei propri fondi) non può giustificarne l’azione tardiva. Il TAR ha ribadito che la responsabilità dell’amministrazione di pagare l’intero importo dell’indennizzo è inderogabile, a prescindere dalla disponibilità dei fondi.

 

La sentenza del TAR Bolzano ha stabilito un importante principio giurisprudenziale circa la responsabilità dell’amministrazione nell’affrontare le richieste di revisione dei prezzi e l’indennizzo dovuto. Chiarisce che il ritardo dell’amministrazione non può limitare l’indennizzo, e la responsabilità di pagamento spetta interamente all’amministrazione, soprattutto se il ritardo è causato dal mancato rispetto dei tempi procedurali previsti per l’accesso ai fondi statali.

 

Questa decisione avrà conseguenze significative per i futuri casi in cui si verifichino situazioni simili nel contesto delle richieste di revisione dei prezzi e dell’indennizzo dovuto per il caro materiali.

 

Leggi anche: Novità superbonus, il dossier Ance

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Novità superbonus, il dossier Ance

Novità superbonus 110: con una circolare emanata a metà giugno, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto una serie di modifiche che interessano diversi punti. L’ennesima in ordine cronologico, dato che l’agevolazione in questione annovera ad oggi 22 correzioni, per una frequenza di circa una modifica ogni 45 giorni.   

 

L’ANCE ha prontamente raccolto le principali novità superbonus 110 in un dossier dedicato. Lo scopo è fare chiarezza in merito e rispondere alla domanda “superbonus, cosa cambia?”.  Dal rapporto si evince come sussista ancora più di una possibilità da sfruttare, nonostante la flessione generalizzata che ha colpito l’intero comparto edile. Flessione che parte da marzo e dovuta in massima parte allo stop del governo al superbonus, risalente a metà febbraio 2023.

Superbonus 110: novità e scadenze

Il dossier chiarisce diversi punti: proroga del Superbonus per le unifamiliari, detrazione dilazionata in 10 anni per le spese sostenute nel 2022, sconto in fattura per gli impianti fotovoltaici delle Organizzazioni No Profit. Di seguito una carrellata sugli argomenti principali dell’approfondimento.

Superbonus per le unifamiliari

La nuova circolare include le modifiche introdotte dal Decreto Legge 11/2023, che prevedono una proroga del Superbonus 110% per le unifamiliari fino al 30 settembre 2023 (anziché al 31 marzo). Per poter beneficiare di questa proroga è necessario aver completato il 30% dei lavori complessivi  entro il 30 settembre 2022.

Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2023, la detrazione del 90% sarà concessa per tutti gli interventi sulle unifamiliari. A tre condizioni: il contribuente dev’essere il proprietario dell’unità immobiliare; la stessa deve essere adibita ad abitazione principale; il reddito di riferimento non deve superare i 15.000 euro.

È importante sottolineare che i lavori devono essere avviati a partire dal 1° gennaio 2023, con la presentazione della Comunicazione di Inizio Lavori (CILA) entro tale data. La data di inizio lavori deve essere successiva al 31 dicembre 2022. Inoltre, il contribuente dovrà dimostrare che i lavori siano stati avviati nel 2023 e che siano rispettate le tre condizioni sopra citate.

Dilazione detrazioni su 10 anni

La circolare dell’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti sulla possibilità di dilazionare la detrazione in 10 anni, anziché in 4, per le spese sostenute nel 2022, come previsto dal Decreto Legge 11/2023. Questa sostanziale modifica al superbonus 110, introdotta per agevolare i contribuenti nella fruizione della detrazione, sarà valida a partire dall’anno fiscale 2023.

Fotovoltaico

La circolare fornisce anche informazioni sullo sconto fiscale per l’installazione di impianti fotovoltaici. La Legge di Bilancio 2023 ha stabilito che la detrazione per gli impianti fotovoltaici si applica anche agli interventi realizzati da ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale. Detrazione che riguarda anche lavori su aree o strutture non pertinenziali, di proprietà di terzi diversi dagli immobili in cui vengono realizzati gli interventi.

Per ottenere l’aliquota di detrazione maggiorata è necessario soddisfare due requisiti: 1) l’installazione degli impianti deve essere effettuata insieme ad almeno uno degli interventi principali elencati nell’articolo 119 della Legge di Bilancio (interventi di efficienza energetica) o al comma 4 dello stesso articolo (interventi antisismici). 2) l’energia non consumata o non condivisa per autoconosumo deve essere ceduta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Il calcolo della detrazione inoltre può essere effettuato su una spesa complessiva non superiore a 48.000 euro e, comunque, nel limite di 2.400 euro per kW di potenza nominale dell’impianto.

Scadenze Superbonus 110

Di particolare utilità la tabella pubblicata dall’Ance, in cui vengono riportate le scadenze per tipologia di intervento alla luce delle novità superbonus di metà giugno.

Scadenze superbonus 110 Beccaceci - novità superbonus

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Nuovo Codice dei Contratti Pubblici

Nuovo Codice dei Contratti Pubblici – D. Lgs. n. 36 del 31 marzo 2023. Questo il titolo dell’evento formativo promosso da ANCE Teramo che si è svolto il giorno 26 maggio 2023 nel capoluogo aprutino. L’incontro, a cui Beccaceci ha partecipato con una sua delegazione di dirigenti e legali, è stato organizzato con il contributo di SOA Group, SGS, Studio Sperini e con il patrocinio di ANCE Abruzzo.

Nuovo Codice dei Contratti Pubblici - un approccio innovativo

Dai lavori è emerso l’approccio innovativo del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D. Lgs. 31 marzo 2023, n. 36), che differisce da quello ancora efficace sotto diversi aspetti. Una delle principali note distintive del nuovo Codice è senza dubbio l’enunciazione di numerosi principi generali. Tra questi il principio del risultato, il principio della fiducia e il principio dell’accesso al mercato.

 

Il risultato (art. 1) viene innalzato a interesse pubblico primario. Le stazioni appaltanti devono perseguirlo nell’esercizio della loro attività, affidando il contratto e vigilando sulla sua esecuzione con la massima tempestività. Con il migliore rapporto qualità-prezzo e nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza. Quest’ultima non costituisce più, come potrebbe trasparire nell’approccio della normativa eurounitaria, una finalità, ma la modalità vera e propria per conseguire il miglior risultato possibile.

Il principio della fiducia (art. 2) diviene elemento essenziale dell’azione legittima, trasparente e corretta della P.A., dei suoi funzionari e degli operatori economici.

Il principio dell’accesso al mercato (art. 3) sottolinea l’esigenza di favorire l’accesso al mercato. Gli operatori economici devono agire nel rispetto della concorrenza, dell’imparzialità, della non discriminazione, della pubblicità, della trasparenza e della proporzionalità. 

 

D. Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 - la parola agli esperti

Nuovo Codice dei Contratti Pubblici | D. Lgs. 31 marzo 2023, n. 36

Il successivo art. 4 è un ulteriore passaggio degno di menzione. Rubricato “criterio interpretativo ed applicativo”, prevede che le disposizioni del Codice si interpretano e si applicano in base ai principi di cui agli artt. 1-3.

 

Ai lavori di Teramo hanno preso parte professionisti di comprovata esperienza nel settore. Tra i relatori, da segnalare in particolar modo la presenza dell’avv. Pierluigi Piselli, fondatore dello Studio Legale Piselli and Partners di Roma. 

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Nuovo Codice degli appalti, cosa cambia

Il Nuovo Codice degli appalti, introdotto con il D. Lgs. n. 36\2023diverrà pienamente efficace a decorrere dal primo luglio di quest’anno. A partire da questa data le nuove disposizioni soppianteranno quanto previsto dal d.lgs 50 del 2016, attualmente in vigore. Nell’articolo che segue andremo ad esaminare le principali novità introdotte dal nuovo Codice, per capire cosa cambierà a partire da luglio 2023.

Principali cambiamenti introdotti D. Lgs. n. 36\2023

Le nuove disposizioni, che avranno efficacia a partire dal 1° luglio 2023, includono la revisione obbligatoria dei prezzi, specifici meccanismi di qualificazione obbligatoria per gli operatori economici, una valorizzazione del ruolo attribuito al rating d’impresa, il rafforzamento dell’uso delle piattaforme digitali e la stabilizzazione delle soglie previste per l’affidamento diretto e per le procedure negoziate introdotte dal c.d. D.L. Semplificazioni. Inoltre, il nuovo Codice degli appalti prevede una nuova disciplina per l’istituto dell’appalto integrato ed una notevole apertura al subappalto a cascata, limitabile solo previo provvedimento motivato della stazione appaltante. La normativa italiana è stata quindi adeguata a quella europea.

 Attuazione e punti di interesse

Il Nuovo Codice degli appalti è stato introdotto dal d.lgs 36 dell’anno corrente con relativa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. È in vigore dal 1 aprile 2023 ma bisognerà attendere il 1 luglio affinché le sue disposizioni possano acquisire efficacia. È doveroso ricordare come le disposizioni previste dal d.lgs 50 del 2016, ossia quelle immediatamente precedenti, continueranno a rimanere in vigore per tutti quei bandi pubblicati in data antecedente al mese di luglio.

Col d.lgs 36/2023 vengono introdotte alcune novità sostanziali, tra cui la semplificazione delle procedure, dovuta alla digitalizzazione e all’interoperabilità delle banche dati, oltre a una differente ridistribuzione delle responsabilità nelle diverse fasi progettuali con conseguente ridefinizione del ruolo del RUP (Responsabile Unico del Progetto).

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Cessione crediti fiscali | Accordo ANCE – Confindustria Teramo

Martedì 28 febbraio verrà siglato l’accordo tra ANCE e Confindustria Teramo sulla cessione di crediti fiscali. L’obiettivo è la realizzazione di un “Borsino dei crediti fiscali” derivanti dai Bonus attualmente in vigore nel settore edile.

Il protocollo favorirà la cessione dei crediti tra le aziende appartenenti alle due organizzazioni, garantendo sia la parte cessionaria sia la cedente, e senza l’intervento di intermediari esterni. L’accordo permetterà di sbloccare potenzialmente oltre 160 milioni di euro, garantendo così liquidità alle imprese locali.

Soddisfazione da parte delle due associazioni, il cui accordo rappresenta una prima assoluta nel panorama nazionale. L’intesa verrà formalizzata presso il Blu Palace di Mosciano Sant’Angelo, alle 15:30.

L’accordo sbloccherà potenzialmente 162 milioni

Ance e Confindustria locali hanno siglato un protocollo d’intesa per favorire la cessione dei crediti tra le imprese associate. L’accordo risponde alla necessità di creare un “Borsino di crediti fiscali” derivanti dai Bonus fiscali che interessano l’edilizia.

Un’azione che permetterà di sbloccare potenzialmente 162 milioni di Euro, nel tentativo di superare l’impasse generato dalle varie modifiche legislative e interpretazioni date dall’Agenzia delle Entrate.

Tali dinamiche, come si legge in una nota diffusa dalle due associazioni, hanno ridotto sensibilmente la circolazione di tali crediti fiscali e con essa l’interesse degli intermediari finanziari.

L’impatto sulle imprese del settore non si è fatto attendere. Nella sola provincia di Teramo circa 150 aziende si sono trovate a dover gestire le difficoltà generate dall’irrigidimento delle normative in materia. Le realtà associate a Confindustria Teramo si renderanno disponibili a valutare l’acquisto dei crediti fiscali messi a disposizione dalle aziende di Ance Teramo.

Soddisfazione per i promotori

L’accordo tra Ance e Confindustria Teramo rappresenta una concreta via d’uscita alla stasi generata dalle varie modifiche legislative in materia. L’accordo rappresenta inoltre una prima assoluta sul territorio nazionale. Gli associati Confindustria Teramo si dicono pronti a rendere disponibili le proprie capacità finanziarie per l’acquisizione dei crediti fiscali, con benefici attesi per ambo le parti.

Parti che concordano nel definire le imprese locali particolarmente reattive alle mutevoli condizioni di mercato, come dimostrano le vicende in oggetto. Il blocco dell’acquisto di crediti fiscali da parte delle banche è stato affrontato siglando un’intesa che può rappresentare un’opportunità per le imprese di ANCE Teramo e Confindustria Teramo.

Beccaceci srl, azienda associata Ance Teramo e aderente all’accordo, non può che salutare il protocollo d’intesa con positività. Un atto concreto con cui le due associazioni mirano a superare lo stallo generato dalle varie modifiche legislative sul Superbonus. L’intesa rappresenta inoltre un esempio virtuoso che pone gli associati del teramano sotto i riflettori dell’intero comparto, su scala nazionale.

 

Foto:ilsole24ore

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Tante novità e scadenze per il superbonus nel 2023

Tante novità e scadenze per il superbonus nel 2023. La più importante è sicuramente la riduzione della maxi detrazione introdotta dal decreto rilancio che, per l’anno in corso, passa, tranne per alcune eccezioni, dal 110 per cento al 90 per cento.
 
Il Superbonus 90% si applica sia ai condomini sia alle villette monofamiliari, ma queste ultime richiedono qualche passaggio in più. In questi casi infatti il Superbonus 90% sarà garantito solo se l’immobile è utilizzato come abitazione principale, e solo se il quoziente familiare della famiglia che lo abita è inferiore a 15mila euro.
 
Un’altra novità scattata con il 2023 è l’obbligo di affidare l’esecuzione dei lavori di importo superiore a 516.000 euro a imprese che al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto sono in possesso della certificazione SOA, fiore all’occhiello della Beccaceci Costruzioni.
L’obiettivo è semplice e molto chiaro: evitare frodi e far lavorare solo aziende affidabili per evitare di far operare imprese improvvisate al solo scopo di cogliere le opportunità delle detrazioni fiscali.

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