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Rigenerazione Urbana: perché la legge è ferma? Il punto sul fondo da 3,4 miliardi

Il futuro delle nostre città e il tanto atteso “rammendo” del territorio nazionale si trovano davanti a un semaforo rosso. Nonostante le aspettative di imprese e professionisti, il disegno di legge sulla Rigenerazione Urbana vive una fase di stallo.

 

Come riportato nell’analisi di Giuseppe Latour pubblicata il 28 aprile 2026 su Enti Locali & Edilizia (Il Sole 24 Ore), il provvedimento è attualmente “impantanato” presso la commissione Ambiente del Senato. Mentre altri dossier, come il Piano Casa, procedono verso fasi decisive, la rigenerazione urbana sembra essere diventata l’ostaggio dei conti pubblici.

 

Il maxi-fondo da 3,4 miliardi in bilico

Il cuore del provvedimento è rappresentato dal Piano nazionale per la rigenerazione, che avrebbe dovuto beneficiare di una leva finanziaria senza precedenti. Come sottolineato nell’articolo “Casa, la crisi dei conti blocca il fondo di rigenerazione”:

 

“La legge sulla rigenerazione urbana è bloccata. E, con lei, gli incentivi per le operazioni di riqualificazione e il maxi fondo pluriennale, da oltre tre miliardi di euro, che avrebbe dovuto rappresentare una leva per il lavoro di rammendo del nostro territorio”.

 

Nello specifico, l’articolo 11 del Ddl prevedeva l’istituzione di un Fondo nazionale con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2026 e 300 milioni annui dal 2027 al 2037, per un totale complessivo di 3,4 miliardi di euro. Risorse che oggi, data la congiuntura economica, la Ragioneria generale dello Stato fatica a bollinare, rendendo di fatto impossibile l’avanzamento della discussione parlamentare.

 

Incentivi fiscali e certezze per il settore

Oltre ai finanziamenti diretti, lo stallo colpisce duramente il pacchetto di incentivi fiscali previsti dall’articolo 12, che includeva sconti su IMU e TARI, riduzioni sulle imposte di registro, ipotecarie e catastali, nonché agevolazioni sugli oneri di urbanizzazione.

Questa incertezza legislativa non penalizza solo le imprese, ma frena anche la risoluzione di critiche situazioni urbanistiche locali. Come evidenzia Latour:

“La proposta in discussione al Senato potrebbe, infatti, aiutare anche a dare un quadro di regole certe per evitare il ripetersi di casi come quello della crisi dell’urbanistica a Milano”.

 

Per professionisti e imprese del settore edilizio, l’attesa di questo testo base rappresenta una sfida alla pianificazione di lungo periodo. Senza lo sblocco dei pareri tecnici e una reale copertura finanziaria, il rischio è che una delle riforme più attese della legislatura resti una promessa incompiuta, lasciando il territorio privo degli strumenti necessari per una reale trasformazione sostenibile.

La rigenerazione urbana non è solo una questione di edilizia, ma una necessità strategica per la sostenibilità e la sicurezza del nostro territorio. Senza lo sblocco del fondo e dei pareri tecnici, il rischio è di perdere un’occasione irripetibile per modernizzare l’Italia.

 

Fonte: Giuseppe Latour, “Casa, la crisi dei conti blocca il fondo di rigenerazione”, Enti Locali & Edilizia, 28 Aprile 2026.

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Verso infrastrutture idriche climate-resilient

Il cambiamento climatico non è più una variabile remota, ma un fattore determinante nella progettazione e gestione delle opere pubbliche. In un contesto caratterizzato da estrema variabilità meteorologica e stress idrico, il settore delle costruzioni è chiamato a un cambio di paradigma: passare dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di una resilienza sistemica.

 

Recentemente, la redazione di Build News ha riacceso i riflettori sulla strategia di AIS (Associazione Infrastrutture Sostenibili) che, attraverso un nuovo position paper, lancia un messaggio chiaro: per affrontare il cambiamento climatico, l’Italia deve passare dalla gestione dell’emergenza alla resilienza sistemica.

 

 

Dall’articolo

[…] Investimenti necessari e impatto sul settore

Secondo le stime più recenti, l’impegno richiesto per adeguare il sistema infrastrutturale è imponente. Si parla di circa 230 miliardi di euro in quindici anni, pari a 15 miliardi annui, con una quota significativa di investimenti aggiuntivi rispetto agli attuali livelli di spesa.

Questa trasformazione avrà un impatto rilevante anche sul settore dell’ingegneria ambientale e della consulenza, contribuendo a generare nuove opportunità economiche e occupazionali.

 

Dal rischio climatico all’opportunità di innovazione

Il cambiamento climatico rappresenta certamente una minaccia per la sicurezza idrica, ma al tempo stesso offre un’opportunità per innovare. Le variazioni nei modelli di precipitazione e l’aumento degli eventi estremi rendono evidente che le infrastrutture non possono più essere progettate considerando il clima come una variabile stabile.

Diventa quindi necessario adottare un approccio dinamico e adattivo, capace di rispondere rapidamente ai cambiamenti e di garantire continuità ed efficienza del servizio.

 

Il cambio di paradigma verso la resilienza sistemica

Secondo i rappresentanti di AIS, è indispensabile un cambio di paradigma che metta al centro la resilienza. Questo significa intervenire sulle fragilità interne del sistema, come perdite e obsolescenza, ma anche aumentare l’intelligenza delle reti attraverso digitalizzazione e interoperabilità.

Allo stesso tempo, il territorio deve essere considerato parte integrante dell’infrastruttura, valorizzando soluzioni basate sulla natura e il ripristino degli ecosistemi. Fondamentale è anche la gestione delle interdipendenze tra acqua, energia, sicurezza e salute, in un’ottica sistemica e integrata.

 

I principi del position paper di AIS

Il position paper propone una visione fondata su quattro pilastri principali: resilienza, sostenibilità sistemica, innovazione e integrazione territoriale. L’obiettivo è guidare una trasformazione profonda del settore, in cui la sostenibilità diventa un fattore competitivo.

Tra le direttrici indicate emergono la pianificazione integrata, l’adozione di standard progettuali “climate-proof”, la digitalizzazione sicura e l’integrazione tra infrastrutture tradizionali e soluzioni naturali. Grande attenzione è dedicata anche alla trasparenza degli investimenti e alla misurazione delle performance.

 

Tecnologie e soluzioni per il futuro dell’acqua

Per affrontare le sfide future, sarà necessario investire in infrastrutture innovative come sistemi di raccolta delle acque piovane, reti di drenaggio avanzate e impianti di trattamento più efficienti ed ecocompatibili.

L’utilizzo di tecnologie digitali, come sensori intelligenti e sistemi di gestione basati sull’intelligenza artificiale, consentirà un monitoraggio continuo e una risposta più efficace agli eventi climatici estremi, migliorando al contempo l’efficienza nell’uso delle risorse. […]

 

 

Ripensare il sistema idrico in chiave climate-resilient non è più una scelta, ma un requisito indispensabile per garantire lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente. La strada corretta è quella dell’integrazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità competitiva.

Beccaceci è pronta a fare la sua parte, mettendo a disposizione la propria esperienza costruttiva per realizzare le infrastrutture che permetteranno all’Italia di affrontare con sicurezza le sfide climatiche dei prossimi decenni.

 

Beccaceci, build the future.

 

Redazione Build News – 18/03/26 –  link articolo completo

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Patente a punti in cantiere: più rigore e trasparenza con il nuovo D.L. Sicurezza Lavoro 2025

La sicurezza sul lavoro rappresenta il pilastro fondante di ogni progetto di costruzione, e la conformità normativa è la nostra prima garanzia di qualità per il cliente. Per questo, monitoriamo con attenzione le evoluzioni legislative.

L’entrata in vigore del Decreto Legge 159/2025 (31 ottobre 2025) segna un cambiamento sostanziale nel sistema della patente a crediti per la sicurezza nei cantieri (D.Lgs. 81/08), mirando a rafforzare la legalità e la prevenzione.

 

 

Cosa cambia?

1. Sanzioni raddoppiate e tolleranza zero

Il primo segnale della nuova severità è l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie. In caso di violazioni che portino alla sospensione o revoca della patente a crediti, l’importo minimo della sanzione è stato raddoppiato, passando da 6.000 a 12.000 euro.

Questa misura riflette la volontà del Legislatore di rendere le penalità più dissuasive, scoraggiando qualsiasi comportamento elusivo delle norme fondamentali di salute e sicurezza.

 

2. Automatismo e rigore contro il lavoro irregolare

Una delle modifiche più incisive riguarda il contrasto al lavoro non dichiarato, un elemento che mina l’equità e la sicurezza nei cantieri.

Per le violazioni relative al lavoro irregolare, la decurtazione dei punti della patente:

  • Passa da 1 a 5 punti.
  • Avviene in modo automatico al momento della notifica del verbale, eliminando ogni margine di discrezionalità.

Questo automatismo, supportato dall’utilizzo dei dati ufficiali (come quelli del Portale Nazionale del Sommerso – PNS), mira a velocizzare i procedimenti e a rendere la legalità un fattore immediatamente misurabile e non negoziabile.

 

3. Più velocità per la sospensione cautelare

La risposta in caso di incidenti gravi diventa più rapida. Il Decreto stabilisce un flusso informativo obbligatorio tra le Procure della Repubblica e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). Questa interazione immediata consente di adottare con maggiore celerità il provvedimento di sospensione cautelare della patente in presenza di infortuni mortali o con esiti invalidanti permanenti.

 

 

Legalità come vantaggio competitivo

 

Le nuove regole, applicabili agli illeciti commessi a partire dal 1° gennaio 2026, introducono un sistema rigoroso di controlli. Per le imprese che, come noi, operano da sempre nella piena e rigorosa conformità al D.Lgs. 81/08, questo inasprimento normativo non è un rischio, ma una conferma della direzione intrapresa.

In un contesto dove la minima infrazione può compromettere la reputazione e la continuità operativa, l’aderenza scrupolosa alle norme di sicurezza e legalità si configura come un vantaggio competitivo essenziale e una garanzia di affidabilità per i Committenti.

 

Per Beccaceci Costruzioni, la sicurezza non è solo un obbligo, ma un valore che rafforza la nostra leadership e tutela i nostri progetti e il personale impiegato.

 

 

 

Vedi Tabella decurtazioni crediti patente a punti

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Nuove opportunità per l’edilizia residenziale pubblica

Riqualificazione Energetica: i fondi del PNRR aprono nuove opportunità per l’edilizia residenziale pubblica 

Il settore delle costruzioni è al centro della transizione ecologica e, grazie ai fondi del PNRR, si aprono nuove opportunità per la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano. In particolare, il 1° settembre 2025 è stato aperto il primo sportello per l’accesso a importanti finanziamenti destinati alla riqualificazione energetica degli edifici residenziali pubblici.

 

Una strategia mirata: PNRR e il ruolo di Beccaceci

La Misura M.7 Investimento 17 del PNRR ha l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare pubblico, un tema che sta molto a cuore anche al team Beccaceci. La nostra visione, infatti, è orientata verso un’edilizia che non solo costruisce, ma rigenera, contribuendo attivamente a un futuro più sostenibile.

L’apertura di questi sportelli rappresenta un’opportunità strategica per il Paese intero, permettendo di trasformare gli immobili esistenti in strutture più efficienti, sicure e a basso impatto ambientale.

 

Cosa prevede la misura

La prima fase, aperta fino al 29 settembre 2025, è dedicata ai progetti prioritari, ovvero interventi su edifici che non hanno ricevuto contributi pubblici negli ultimi cinque anni. Successivamente, un secondo sportello, che aprirà il 6 ottobre 2025, sarà accessibile a tutti i progetti. Il finanziamento prevede una sovvenzione del 65% e, su richiesta, un prestito fino al 35% del costo totale.

Questi fondi supportano progetti con un valore complessivo tra i 10 e i 30 milioni di euro, a condizione che gli interventi migliorino l’efficienza energetica dell’immobile di almeno il 30%. I soggetti beneficiari sono gli Enti Territoriali, mentre i finanziamenti vengono erogati alle ESCo (Energy Service Company) certificate, che si aggiudicano l’appalto.

 

Un’opportunità per Comuni ed ex IACP

I fondi del PNRR rappresentano un’occasione storica per Comuni ed ex IACP per riqualificare e trasformare il patrimonio residenziale pubblico. In Beccaceci Costruzioni siamo pronti a supportare gli enti che intendono cogliere questa sfida.

La nostra esperienza nella progettazione e realizzazione di interventi complessi di riqualificazione è un fattore chiave per il successo di queste operazioni. Dalla fase di valutazione preliminare fino alla messa in opera, lavoriamo a stretto contatto con le stazioni appaltanti per garantire un accesso ai finanziamenti efficace e trasparente.

 

Insieme, possiamo migliorare la qualità della vita dei cittadini e contribuire in modo concreto alla transizione ecologica del nostro Paese.

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Sostenibilità e qualità nell’edilizia del futuro: il ruolo chiave dell’innovazione

Il settore delle costruzioni è al centro di una trasformazione epocale, guidata dalla necessità di unire sostenibilità e qualità per edificare un futuro più resiliente e responsabile. Questa non è più una visione lontana, ma una realtà concreta, spinta da normative, innovazione tecnologica e una crescente consapevolezza collettiva.

 

Il panorama attuale: una visione integrata

L’attenzione verso pratiche più responsabili e innovative è al centro del dibattito nazionale e internazionale. Come evidenziato da recenti indagini, l’edilizia si sta muovendo con decisione verso la gestione circolare dei materiali e l’adozione di protocolli di azione che minimizzano l’impatto ambientale. Questo approccio non solo riduce l’impronta ecologica, ma genera anche valore economico e sociale, promuovendo un’economia più circolare e resiliente.

La qualità, in questo contesto, assume un significato più ampio. Non si limita alla solidità strutturale o all’estetica, ma abbraccia l’efficienza energetica, il comfort abitativo, la durabilità nel tempo e la capacità di integrare gli edifici con l’ambiente circostante. Costruire in modo sostenibile significa costruire meglio, con soluzioni che garantiscono performance superiori e un minore fabbisogno di manutenzione.

 

Il Convegno di Pescara: un ponte tra presente e futuro dell’edilizia sostenibile

Proprio su questi temi cruciali si è incentrato il convegno “EVENTO EDILIZIA DEL FUTURO 20 giugno PESCARA” che si è tenuto venerdì scorso, 20 giugno 2025, a Pescara, presso la sede di Chieti della Formedil CH-PE.

L’evento, promosso dal Consorzio ISEA (Innovazione Sviluppo Edilizia Ambiente) – presieduto dal nostro Ceo Vittorio Beccaceci – e realizzato con la partecipazione di iiSBE Italia e del Chapter Abruzzo e Molise di GBC Italia, ha rappresentato un’occasione fondamentale per addetti ai lavori, pubbliche amministrazioni e investitori. Ha inoltre ottenuto il riconoscimento formativo dalla Fondazione degli Ordini degli Architetti di Chieti e Pescara.

Il dibattito si è focalizzato sulle opportunità e applicazioni dei principali protocolli di certificazione energetico-ambientale, quali LEED e ITACA. Questi strumenti non sono solo sigilli di qualità, ma vere e proprie guide per progettare e realizzare edifici che rispettano l’ambiente, ottimizzano i consumi e garantiscono il benessere degli occupanti. La discussione ha permesso di fornire informazioni aggiornate, stimolare un confronto tecnico costruttivo tra le diverse metodologie e incoraggiare l’adozione di standard elevati per l’efficienza energetica e la minimizzazione dell’impatto ambientale degli edifici.

Tra gli autorevoli interventi che hanno animato la giornata, si segnala in particolare l’introduzione ai lavori da parte del Consigliere regionale delegato all’Energia, Nicola Campitelli, sottolineando l’importanza istituzionale e strategica dell’argomento.

 

La visione di Beccaceci Costruzioni: innovazione e responsabilità

Per Beccaceci Costruzioni, la partecipazione e il ruolo attivo in iniziative come il convegno di venerdì scorso non sono un caso. La sostenibilità e la qualità sono da sempre pilastri della nostra filosofia operativa, elementi cardine della nostra politica integrata. Investiamo costantemente in ricerca e sviluppo, adottando materiali a basso impatto e tecnologie all’avanguardia per l’efficienza energetica. Siamo fortemente impegnati nel rispetto di standard elevati, come dimostrato dalle nostre certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 (Qualità), UNI EN ISO 14001:2015 (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza sul Lavoro) e SA8000:2014 (Responsabilità Sociale).

Crediamo fermamente che il nostro impegno nel realizzare opere complesse e di pregio debba andare di pari passo con la responsabilità verso l’ambiente e la comunità. Progetti che combinano funzionalità, estetica e durabilità sono la nostra risposta concreta alle sfide del futuro.

Siamo pronti a continuare a costruire un’edilizia che sia motore di progresso e benessere, per un futuro più verde e resiliente.

 

Beccaceci, Build The Future

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Infrastrutture idriche e cambiamento climatico: una sfida da affrontare insieme

Le nostre opere, un contributo concreto per un futuro più sostenibile.

Il cambiamento climatico è una realtà che impatta profondamente le nostre vite e il nostro territorio. Eventi meteorologici estremi, come alluvioni e siccità, si stanno intensificando e diventando sempre più frequenti. In questo contesto, la gestione delle risorse idriche assume un’importanza cruciale.

 

L’allarme degli esperti

“Il 2024 sarà l’anno più caldo mai registrato dopo una lunga serie di temperature medie mensili eccezionalmente elevate». La Cop 29 di Baku, che si conclude oggi, si è aperta con questa triste profezia dell’Organizzazione meteorologica mondiale. Si allontana sempre più l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere la temperatura media globale al di sotto della fatidica soglia degli 1,5 gradi rispetto al periodo pre-industriale. Mentre il rischio climatico è la prima minaccia percepita e ha assunto ormai i toni di una vera emergenza, come sottolineato da Giulio Boccaletti, direttore scientifico del CMCC, nel suo recente intervento su Il Sole 24 Ore del 21 Novembre. Le conseguenze sono evidenti: siccità, alluvioni e un aumento del livello del mare minacciano sempre più il nostro pianeta.

 

La nostra risposta al cambiamento climatico

In Beccaceci Costruzioni siamo consapevoli di questa sfida e ci impegniamo quotidianamente per costruire infrastrutture idriche resilienti e sostenibili. Le nostre opere sono progettate per far fronte alle nuove esigenze del territorio, mitigando gli effetti dei cambiamenti climatici e garantendo la disponibilità di acqua potabile anche in condizioni di stress idrico. Come i progetti che stiamo seguendo insieme ad altri partner, per la riduzione delle dispersioni idriche in numerose regioni del centro/nord d’Italia, quali: Abruzzo, Molise, Toscana, Umbria e Lombardia. Un’attività che mira a ridurre le perdite idriche, a migliorare la qualità del servizio erogato alla popolazione e a salvaguardare il prezioso patrimonio idrico.

Siamo attualmente impegnati, tramite una prestigiosa joint venture, anche in un altro progetto di portata strategica: la progettazione e realizzazione del potabilizzatore/dissalatore di Cefalù (PA). Questo impianto, una volta completato, sarà in grado di desalinizzare l’acqua della sorgente Presidiana, garantendo un approvvigionamento idrico potabile e sicuro a oltre 300mila persone, con una capacità di trattamento dai 500 ai 600 litri al secondo, pari a circa 50mila metri cubi al giorno. Un’opera fondamentale per alleggerire il sistema idrico palermitano, gravato non solo dalla vetustà della rete, ma anche dai sempre più frequenti e intensi fenomeni di siccità dovuti ai cambiamenti climatici.

 

Le nostre soluzioni

Per far fronte a questa emergenza, è fondamentale investire in infrastrutture idriche moderne ed efficienti. Ecco alcune delle nostre soluzioni:

  • Reti idriche intelligenti: utilizziamo tecnologie avanzate per monitorare e gestire in modo ottimale le reti idriche, riducendo le perdite e ottimizzando i consumi.
  • Sistemi di raccolta e depurazione delle acque: realizziamo impianti all’avanguardia per la raccolta e la depurazione delle acque, garantendo la massima qualità e sicurezza.

 

Un futuro sostenibile

Siamo convinti che, investendo in infrastrutture idriche sostenibili, possiamo contribuire a costruire un futuro migliore per le generazioni a venire. Le nostre opere non sono solo un impegno verso l’ambiente, ma anche un investimento per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

 

Conclusioni

Il cambiamento climatico rappresenta una sfida complessa, ma anche un’opportunità per innovare e sviluppare soluzioni sostenibili. In Beccaceci Costruzioni siamo pronti ad affrontare questa sfida, lavorando al fianco di istituzioni, esperti e cittadini per costruire un futuro più resiliente.

 

Beccaceci, Build the Future

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Codice etico e modello 231: pilastri della nostra attività aziendale.

Recentemente un articolo pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore, ha evidenziato l’importanza della prevenzione e della trasparenza nelle attività aziendali, in particolare attraverso l’implementazione di Codici Etici e l’applicazione di Modelli “231” per evitare reati e misure anticorruzione.

 

L’articolo

“Prevenzione e trasparenza. Tra i 45 indicatori messi a punto dal Tavolo per la finanza sostenibile rientrano anche quelli relativi al macrocapitolo della governance e della condotta aziendale. Un meccanismo che, nello specifico, fa perno su codice etico, modello «231» per evitare reati da parte delle società e sulle procedure di anticorruzione. Una piena disclosure da parte delle società che secondo le tabelle di check list previste dal documento in consultazione fino al 2 agosto prevede un monitoraggio su presenza, eventuali commenti o descrizione, formazione dei dipendenti ed eventuali commenti.

La centralità di tutele messe in campo e dei programmi di formazione diventa quindi una cartina di tornasole per “attestare” gli anticorpi di cui la società si è dotata al suo interno contro le condotte illecite. (…)

Ma un ruolo sempre più strategico è rivestito anche del modello «231» che prende il nome dalla legge (o meglio il Dlgs 231/2001) sulla responsabilità amministrativa degli enti. Questo perché nel tempo il catalogo dei reati sotto il “cappello” della norma si è progressivamente allargato (tanto per intenderci ci sono la corruzione, il riciclaggio e il finanziamento illecito ai partiti), andando di fatto a coprire tutto il raggio operativo dell’attività aziendale con la necessità, dunque, di sensibilizzare tutte le aree a una più attenta vigilanza dei flussi per prevenire reati. Il presidio anticorruzione deve, invece, contemplare procedure di segnalazione di casi sospetti di corruzione, due diligence dei partner commerciali, procedure di monitoraggio e revisione dei conti. (…)”

 

Le conclusioni

In questo contesto e in linea con i principi di governance e condotta aziendale delineati dal Tavolo per la Finanza Sostenibile, noi della Beccaceci Costruzioni crediamo che un comportamento etico e responsabile sia fondamentale per il successo di un’impresa e costituisca la base per uno sviluppo sostenibile. Per questo motivo, abbiamo adottato già da tempo un Codice Etico che rappresenta la base della nostra cultura aziendale e la guida di tutte le azioni dei nostri dipendenti. Il nostro Codice Etico definisce i principi di comportamento che ci ispirano, come l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle leggi e dei regolamenti, l’imparzialità e la non discriminazione.

 

Allo stesso tempo, la nostra azienda è impegnata giornalmente nella promozione di una cultura della legalità e della responsabilità in tutti i suoi ambiti di attività, per contribuire a costruire un futuro migliore per le generazioni future. Infatti, ci siamo dotati anche di un modello di organizzazione e gestione ai sensi del D.Lgs 231/2001, il sistema di gestione e controllo che mira a prevenire la commissione di reati da parte della società e dei suoi dipendenti.

Il Modello 231 è un ulteriore strumento che rafforza il nostro impegno per la legalità e la trasparenza. Per permettere la segnalazione di eventuali violazioni (Codice Etico, Modello 231/2001 e Politica anticorruzione ISO 37001) abbiamo istituito anche un indirizzo email che garantisce la riservatezza del segnalante odv@beccacecicostruzioni.it.

 

Ogni giorno ci impegniamo a costruire un futuro sostenibile basato sulla legalità e la trasparenza. I nostri principi di governance e condotta aziendale sono alla base del nostro successo e ci guidano ogni giorno nelle nostre scelte.

 

Per leggere l’articolo completo de Il Sole 24 Ore, si rimanda a questo link

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PNRR e infrastrutture idriche: l’Italia tra sfide e opportunità

La riorganizzazione del Servizio Idrico Integrato in Italia è diventata una priorità assoluta, considerando la diffusa siccità e lo stato di obsolescenza generalizzato delle infrastrutture. Affrontare questa sfida richiede un approccio sinergico tra tutti i soggetti coinvolti, al fine, soprattutto, di impedire un aumento incontrollato delle tariffe che ricadrebbe inevitabilmente sulla collettività. Una corretta gestione dei fondi PNRR stanziati a tale scopo sarà cruciale per risanare il claudicante sistema idrico del nostro Paese, soprattutto al Sud.

Le criticità

Attualmente, il sistema idrico italiano presenta una serie di criticità, tra cui la frammentazione nella gestione, la scarsa digitalizzazione e la carenza di impianti di depurazione. Inoltre, esiste una disparità evidente tra le condizioni del Centro-Nord e quelle del Sud, dove le problematiche a carico delle infrastrutture idriche sono ancora più sentite. In alcune zone del Meridione infatti, la perdita media delle reti idriche raggiunge addirittura il 50%.

I numeri parlano chiaro: nonostante il settore contribuisca al 20% del PIL, come riporta l’edizione odierna del Sole24Ore, le infrastrutture idriche sono obsolete, con il 60% della rete che ha più di 30 anni di servizio e il 25% che supera i cinquanta anni. Questo è il risultato di investimenti storicamente insufficienti, con l’Italia che si piazza agli ultimi posti in Europa per spesa pro-capite.

Il dibattito sulla nazionalizzazione del servizio è acceso, con Parigi che dimostra come, attraverso la gestione pubblica delle risorse, si possa arrivare a un aumento degli investimenti e una riduzione delle tariffe. Un modello misto pubblico-privato, con pochi grandi operatori su scala nazionale, potrebbe rappresentare una soluzione ottimale, garantendo investimenti adeguati e una gestione più efficiente.

L’acqua inoltre riveste anche un ruolo cruciale nei delicati equilibri geopolitici internazionali, come sottolineato dal tema scelto per la giornata mondiale dell’acqua 2024. Pertanto, è fondamentale avere interlocutori affidabili nel settore per realizzare progetti di cooperazione transnazionale.

Gli obiettivi del PNRR

I 4 miliardi di euro stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza possono essere un catalizzatore per l’industrializzazione del settore idrico, con diversi goal attesi.

Affrontare il problema delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua è cruciale per garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche, soprattutto nel Mezzogiorno, dove il livello di dispersione è particolarmente elevato. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario investire nella realizzazione di almeno 25.000 km di nuove reti per la distribuzione dell’acqua potabile, integrando sistemi avanzati di controllo e digitalizzazione per una gestione ottimale delle risorse.

Ma per fronteggiare al meglio la sfida è indispensabile intervenire anche sulle reti esistenti, operando un upgrade tecnologico con l’obiettivo trasformandole in un “network intelligente” in grado di monitorare costantemente portata, pressione e qualità dell’acqua. Per avere un’idea degli interventi in programma segnaliamo a questo link l’opera di monitoraggio e digitalizzazione su scala regionale voluta da GRIM Molise.

Il costo totale dell’investimento è stimato in 900 milioni di euro, ma i benefici potenziali sono enormi. L’introduzione di sistemi di controllo avanzati consentirà di ridurre significativamente gli sprechi e le inefficienze, ottimizzando l’utilizzo delle risorse idriche. Inoltre, la digitalizzazione delle reti permetterà una gestione più efficiente e tempestiva delle emergenze, garantendo un approvvigionamento idrico sicuro e affidabile per tutti.

Reti fognarie e impianti di depurazione

Un’infrastruttura idrica efficiente non può prescindere dalla presenza di reti fognarie e impianti di depurazione adeguati. È quindi fondamentale completare le reti di fognatura non ancora terminate, e realizzare nuovi impianti di depurazione, specialmente nel Sud Italia, per evitare sanzioni e procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea.

A tale scopo è stato stanziato un investimento di 600 milioni di euro, con l’obiettivo di seguire il modello delle “fabbriche verdi” dove possibile. Questo approccio consentirà il recupero di energia e fanghi, nonché il riutilizzo delle acque di scarico depurate per scopi industriali o irrigui, contribuendo così alla sostenibilità ambientale e all’ottimizzazione delle risorse idriche.

I fondi previsti dal PNRR mirano a potenziare o realizzare nuovi sistemi di depurazione, utilizzando anche l’innovazione tecnologica per garantire una depurazione efficace e rispettosa dell’ambiente.

Un impegno cruciale per il futuro idrico del Paese

In conclusione, una gestione efficace del Servizio Idrico Integrato in Italia è ora più che mai essenziale, considerando le sfide rappresentate da siccità e infrastrutture obsolete. L’investimento in reti digitalizzate, impianti di depurazione e tecnologie innovative è fondamentale per garantire un approvvigionamento idrico sicuro e sostenibile. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offre l’opportunità di realizzare queste migliorie, promuovendo una gestione idrica efficiente e rispettosa dell’ambiente, per il beneficio delle generazioni future.

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Giornata Mondiale dell’Acqua 2024

Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Acqua 2024, un evento istituito nel 1992 dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questo prezioso bene, e per promuovere la gestione sostenibile delle risorse idriche.

L’acqua è un elemento fondamentale per la vita: sostiene gli ecosistemi, alimenta l’agricoltura e garantisce la salute e il benessere delle persone. Tuttavia, la sua disponibilità è minacciata da diversi fattori, tra cui:

  • Inquinamento: scarichi industriali, agricoli e domestici contaminano le falde acquifere e i corsi d’acqua.
  • Sfruttamento eccessivo: l’aumento della popolazione e dei consumi idrici sta creando una pressione crescente sulle risorse disponibili.
  • Cambiamenti climatici: la siccità e la desertificazione stanno diventando sempre più frequenti in molte aree del mondo.

La Giornata Mondiale dell’Acqua rappresenta un’occasione per riflettere su queste sfide e per impegnarci a tutelare la risorsa idrica.

giornata mondiale dell'acqua 2024

Il rischio in numeri

Numeri allarmanti ci mettono di fronte all’urgenza di tutelare l’acqua:

  • 40% dell’acqua potabile in Italia si disperde nelle reti idriche.
  • 2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile.
  • 4 miliardi di persone soffrono di scarsità d’acqua.
  • Siccità e guerre per l’acqua sono le drammatiche conseguenze di una gestione irresponsabile di questa risorsa preziosa.

È il momento di agire. Investire in infrastrutture, ridurre gli sprechi e promuovere la cooperazione internazionale sono passi necessari per un futuro di pace e prosperità per tutti.

Una sfida globale

La tutela dell’acqua richiede un impegno globale e multiforme. Tra gli strumenti a nostra disposizione, la realizzazione di impianti di trattamento delle acque rappresenta una componente fondamentale per la gestione sostenibile di questa preziosa risorsa.

Investire in infrastrutture efficienti permette di:

  • Ridurre gli sprechi e le perdite idriche.
  • Migliorare la qualità dell’acqua potabile.
  • Garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti.
  • Proteggere l’ambiente dai contaminanti.

La realizzazione di tali opere rappresenta un passo importante verso un futuro in cui l’acqua sia un elemento di pace e prosperità per tutti.

Poitabilizzatore Montefortino lago di Gerosa

È tempo di agire

Come sottolineato dalle Nazioni Unite in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2024, la collaborazione e l’impegno di tutti gli attori – governi, aziende, cittadini – sono necessari per affrontare questa sfida epocale.

Cosa possiamo fare?

  • Informarci sull’importanza dell’acqua e sulle sfide che la minacciano.
  • Adottare comportamenti responsabili per ridurre il consumo di acqua.
  • Sostenere le iniziative volte alla tutela dell’acqua.

In occasione di questa giornata, vogliamo sottolineare il nostro modesto ma reale contributo per tutela della risorsa idrica, con la speranza che ciascuno, nel proprio piccolo, possa prendere coscienza e adottare comportamenti virtuosi per preservare questo bene fondamentale.

 

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Riqualificazione energetica: le agevolazioni 2024

Con l’entrata in vigore del Decreto Legge 28 dicembre 2023, dal titolo ‘Misure urgenti relative alle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 119, 119-ter e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.77’, si delineano le prospettive e le agevolazioni per il 2024.

Riqualificazione energetica edifici residenziali: i numeri

Prima di esplorare le novità del 2024, è interessante dare uno sguardo ai numeri degli interventi finora attuati. Secondo le fonti dell’ENEA, al 31 dicembre 2023 risultano 461.433 interventi, con un investimento totale di 102.68 miliardi di euro e una percentuale di lavori completati dell’88.7%. La maggior parte degli interventi ha interessato edifici unifamiliari, sebbene siano quelli sui condomìni a far registrare numeri decisamente superiori in termini di importi.

Agevolazioni 2024

Per quanto riguarda il superbonus al 110%, che ha dominato la scena negli anni precedenti, le aspettative di una proroga oltre il 31 dicembre 2023 sono state disattese. Tuttavia, è stata introdotta una rimodulazione con percentuali decrescenti per il 2024 e 2025, rispettivamente al 70% e al 65%. Cambiamenti significativi riguardano le modalità di utilizzo delle agevolazioni, consentendo sconto in fattura o cessione del credito. In caso di lavori avviati ma non completati entro il 31 dicembre 2023, verranno riconosciute detrazioni in base alle percentuali iniziali, mentre per lavori successivi sarà richiesto un esborso del 30% da parte dei proprietari.

Per sostenere i cittadini a reddito più basso e garantire la conclusione dei cantieri legati al superbonus, il governo ha introdotto un contributo specifico. Questo incentivo è destinato a coloro con redditi inferiori a 15.000 euro, che abbiano raggiunto uno stato di avanzamento dei lavori non inferiore al 60% al 31 dicembre 2023 per i ‘Superbonus 110%’.

Per chi intraprende nuovi interventi di riqualificazione nel 2024, le agevolazioni proposte sono diverse, tra cui il Superbonus, l’Ecobonus, il Bonus Ristrutturazioni 2024, il Bonus Mobili e il Bonus Verde.

Il Superbonus, che in passato prevedeva detrazioni al 110%, ora si attua con un’aliquota del 70% per gli interventi su edifici plurifamiliari. Gli interventi coperti includono isolamento termico, sostituzione di impianti, interventi antisismici, installazione di colonnine per veicoli elettrici, impianti solari fotovoltaici ed eliminazione di barriere architettoniche.

Dal Superbonus al Bonus Verde

L’Ecobonus, incentivo per la riqualificazione energetica, prevede detrazioni fiscali (IRPEF o IRES) che variano dal 50% al 75%. Gli interventi coperti includono acquisto e posa in opera di finestre, sostituzione di impianti di climatizzazione, installazione di pannelli solari termici e building automation.

Il Bonus Ristrutturazioni, confermato anche per il 2024, offre un’agevolazione del 50% per interventi di ristrutturazione straordinaria e risanamento conservativo. Gli interventi coperti includono la sostituzione o riparazione di caldaie, l’installazione di macchinari esterni e opere finalizzate al risparmio energetico.

Inoltre, il Bonus Arredi, legato alle ristrutturazioni, permette una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e elettrodomestici a basso consumo energetico.

Infine, il Bonus Verde offre una detrazione del 36% per opere di sistemazione del verde, compresi giardini pensili e coperture verdi.

In conclusione, per il 2024 si prospetta un quadro di agevolazioni mirate a sostenere la riqualificazione energetica e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, fornendo opportunità significative per coloro che intendono intraprendere interventi in questo ambito.

 

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